Aromaterapia descrizione

L’aromaterapia è un ramo della fitoterapia che usa gli olii essenziali, ossia le sostanze volatili e fortemente odoranti delle piante. Gli olii vengono estratti di solito tramite distillazione in corrente di vapore, che una volta raffreddato consente la separazione dell’olio essenziale dall’acqua; Informazioni presenti sull’etichetta degli oli essenziali
La confezione (astuccio ed etichetta applicata al flacone) di ogni referenza della linea di oli essenziali Fitomedical fornisce informazioni relative sia alle caratteristiche peculiari di quell’essenza (vedi Informazioni in etichetta relative alle caratteristiche di un olio essenziale), sia alle indicazioni di rischio e sicurezza che la riguardano (vedi Informazioni in etichetta di rischio e sicurezza di un olio essenziale).
Manuale di aromaterapia e indicativo all’uso di oli essenziali da non far mancare mai in casa
Naturopataonline.org dispone di diversi articoli che trattano il tema degli oli essenziali, disponibili nell’apposita sezione, qui.
Iniziamo col dire cos’è l’aromaterapia e come viene veicolata.
L’aromaterapia è una branca della medicina naturale che utilizza come rimedi gli oli essenziali molto concentrati detti anche essenze. L’aromaterapia si basa su principi olistici, esamina il problema nel suo complesso, non solo i sintomi, soffermando l’attenzione sul modo in cui le essenze possono dare benefici all’uomo. La parola aromaterapia è stata utilizzata per la prima volta dal chimico francese Renè Gattefosse, che lavorava nel campo dei profumi e che, essendosi scottato la mano, applicò l’olio essenziale di lavanda e osservò che la lesione cicatrizzava in tempo inferiore alla norma. Egli mise a punto un test, aromatogramma, per misurare la capacità degli oli come antibatterici, antimicotici e antivirali. Verso il 1950, gli studi del medico Jean Valnet, riconobbero scientificamente le proprietà delle essenze. Oggi gli studi vengono effettuati in laboratori universitari e confermano l’efficacia nei confronti dei diversi germi patogeni.
Gli oli derivano da un’unica pianta e sono presenti in piccole quantità rispetto alla massa del vegetale. Vengono suddivisi, secondo l’impressione olfattiva suscitata, in tre categorie chiamate NOTE.
Note di testa: si riferisce agli oli ricavati dai frutti o dalle bucce, come gli agrumi, con effetti dinamizzanti e rinfrescanti, adatte alle attività intellettuali perchè stimolano il piano mentale.
Note di cuore: raggruppa tutti quegli oli ottenuti dal fusto, dalle foglie e dalle parti aeree (fiori e petali). Esplicano un’azione riequilibrante sull’affettività ed evaporano in tempi più lunghi rispetto ai precedenti. Appartengono a questo gruppo la Lavanda, la Rosa e il Neroli.
Note di base: presenta oli persistenti, come il sandalo e il vetiver, che possiedono azione rilassante e sedativa.
Gli oli essenziali sono odorosi, oleosi, molto volatili (evaporano rapidamente), sono solubili in alcol e negli oli, insolubili in acqua e infiammabili. Gli oli essenziali di una pianta sono l’equivalente degli ormoni, hanno una chimica complessa, sono estremamente concentrati e rappresentano l’anima della pianta, l’informazione energetica che esercita un’azione fisica ma anche psichica e spirituale. Le specie botaniche che più si prestano alla produzione di essenze si distribuiscono prevalentemente nelle zone calde, dove il sole col suo calore e la sua luce ha maggiore intensità. A seconda della pianta, le essenze possono essere ricavate dai petali dei fiori, dalle foglie, dalle radici o dal legno. In molte piante, gli oli sono addirittura distinguibili sotto forma di minuscole goccioline come nelle foglie del rosmarino, nei fiori di lavanda o nella buccia delle arance (se schiacciate la buccia di una arancia, le minuscole goccioline che schizzano sono olio essenziale).
Metodi di estrazione
L’estrazione delle essenze varia a seconda della pianta, il metodo più utilizzato è la distillazione in corrente di vapore , utilizzata in genere per fiori e foglie, la spremitura a freddo utilizzata per gli agrumi, l’ENFLEURAGE che utilizza un grasso animale (oggi molto spesso sostituito da solventi) per estrarre l’essenza e l’estrazione per mezzo di solventi.
Come funziona l’aromaterapia e i suoi benefici
Le vie che veicolano l’informazione dei vari oli sono, oltre a quella orale che è sconsigliata se non sotto stretto controllo medico, la via olfattiva, l’applicazione sulla pelle e attraverso l’aria inspirata.
I RECETTORI OLFATTIVI captano le molecole e veicolano l’informazione, attraverso il nervo olfattivo, direttamente alla corteccia cerebrale senza mediazione, che risponde producendo neurotrasmettitori e altre sostanze chimiche atte a rilassare o stimolare il sistema nervoso e conseguentemente l’organismo. I recettori del naso, sono collegati con quella parte del cervello interessata alla memoria e alle emozioni: a tutti è capitato di sentire un odore che rievoca ricordi che pensavamo perduti. L’olfatto è molto influente sul cervello, basti pensare che il neonato riconosce l’odore della pelle della madre oppure che l’attrazione sessuale è fortemente condizionata dall’odore dei feromoni. I neurobiologi hanno dimostrato che lavorare in un ambiente profumato aumenta le prestazioni di un individuo.
La Pelle è un altro veicolo utilizzato in aromaterapia, attraverso il massaggio perchè gli oli essenziali vengono assorbiti dall’epidermide. Oltre al massaggio, in caso di contratture muscolari, problemi articolari, di circolazione sono utili come antibatterici, antisettici e antimicotici se, opportunamente diluiti vengono utilizzati per pulire ferite o facilitare la cicatrizzazione, in caso di candidosi o per tenere lontani gli insetti.
Il Respiro porta l’olio, in minuscole quantità, negli alveoli polmonari e al sangue risultando espettorante e disinfettante nelle infezioni e infiammazioni del tratto respiratorio ma, apporta benefici anche in caso di tensione nervosa, ansia o tristezza.
Proprieta’ degli oli essenziali e utilizzi per indicazione
Le proprietà degli oli essenziali sono innumerevoli e note sin dall’antichità: antisettici, antibatterici, antimicotici, cicatrizzanti, antireumatici, antinevralgici, digestivi, tonificanti, antispastici, anticatarrali, espettoranti, stimolanti la sessualità, sedativi, riequilibranti migliorano la circolazione venosa.
Applicazioni per metodo: dai massaggi fino alla cosmesi
Massaggi. L’olio essenziale non va mai applicato puro sulla pelle, deve essere miscelato con olio vegetale, come l’olio di jojoba, di mandorle dolci o anche extravergine di oliva, l’importante è che siano spremuti a freddo. In linea di massima: 2 gocce in un cucchiaio di olio vettore, o 15 gocce in una boccetta contenente 50 ml di olio. Dopo il bagno, quando i pori sono dilatati, è il momento migliore e comunque dipende poi dalla necessità per cui si effettua il massaggio. Ad esempio, un massaggio che migliori la circolazione venosa a livello delle gambe, si effettua più volte nell’arco della giornata soprattutto in estate…
Impacchi. Per preparare un impacco freddo, usare acqua fredda in una bacinella, alla quale potrete aggiungere qualche cubetto di ghiaccio e 5 o 6 gocce di olio essenziale (agitate con la mano per emulsionare l’olio). L’impacco caldo invece, si ottiene facendo scorrere acqua calda dal rubinetto con o.e. e, in entrambe i casi, immergete un panno di lino o di cotone, strizzatelo e applicatelo sulla parte. Quando il panno si è intiepidito, ripetete l’operazione.
Vapori e inalazioni. Aggiungere 1 o 2 gocce di o.e. in 1 litro di acqua bollente e, con un asciugamano sulla testa respirate a fondo i vapori per alcuni minuti. Se avete il naso chiuso cercate di respirare con il naso se è la gola ad essere infiammata, respirate con la bocca.
Colluttorio. Con 2 gocce di o.e. in 200ml di acqua minerale, agitate bene, è possibile fare sciacqui e gargarismi. Non ingerire.
Per profumare gli ambienti e allontanare gli insetti. Qualche goccia nella vaschetta del calorifero o nei diffusori (in vendita nelle erboristerie), liberano dagli odori cattivi e persistenti, allontanano gli insetti, disinfettano e sono d’aiuto nelle malattie da raffreddamento e per placare gli stati d’ansia.
Bagno. Riempite la vasca a metà, aggiungete qualche goccia dell’olio scelto e terminate di riempire. Ricordatevi di agitare l’acqua con la mano per emulsionare l’olio che altrimenti, essendo insolubile in acqua, galleggerebbe.
Olio per la pelle. Si prepara come l’olio per massaggio e si usa come una comune crema dopo bagno. Si può sostituire l’olio di mandorle con quello di jojoba, che non unge ed è anti-age, o di avocado, sempre anti-age ma anche anti-rossore e leggera protezione solare.
Compressa. Mettere 4 o 5 gocce di o.e. in acqua fredda o calda e immergervi un panno che, strizzato, sarà applicato sulla parte.
Acqua floreale di o.e. 20 gocce in 100 ml di acqua minerale (non gasata), mettete a riposo per 5 giorni e voilà la vostra acqua floreale da applicare sulla pelle. Scegliete l’olio essenziale più indicato al vostro tipo di pelle o la fragranza che più vi cattura. Io la preparo con o.e. di lavanda, lenitiva e rilassante, la passo sul viso picchiettando e poi stendo un velo di olio di argan o jojoba, che non unge…pelle vellutata in 2 mosse!
Sul fazzoletto. 2 gocce di o.e. sul fazzoletto, rappresentano il metodo più semplice per sfruttare le proprietà degli o.e. Annuserete il fazzoletto in caso di attacco di mal di testa o come rilassante o ancora per liberare il naso. In caso di insonnia si può tenere il fazzoletto sul cuscino o versarne una goccia direttamente.
Cosmesi. Gli usi degli o.e. sono veramente innumerevoli, anche in cosmetica è possibile aggiungere qualche goccia di o.e. alla crema da giorno o da notte scegliendo fra quelli più indicati per il vostro tipo di pelle.
L’uso degli oli essenziali in base al disturbo
In linea di massima, gli oli essenziali che non devono mai mancare o meglio che io non mi faccio mai mancare, sono: lavanda, tea tree, eucalipto, camomilla romana o comune e limone. Questo perchè sono i più versatili e adatti a molti disturbi, quindi non partite senza, ciò non toglie che anche gli altri trovano impiego possedendo una loro specificità.
Legenda: O.e = Olio essenziale
Acne. O.e. di camomilla romana o comune, lavanda vera, rosmarino, tea tree e calendula. Applicazioni: compresse fredde, acque floreali.
Agitazione e ansia. O.e. di melissa, bergamotto, lavanda vera. Massaggi sul corpo, spalle e collo, bagni caldi, nei diffusori.
Tosse– O.e. di eucalipto, pino palustre o silvestre. Massaggi al petto, inalazioni.
Tosse cronica. O.e. di issopo. Incenso, mirto. Massaggi al petto, inalazioni.
Raffreddore. O.e. eucalipto, pino palustre o silvestre. Bagni caldi, inalazioni.
Catarro. O.e. di eucalipto, lavanda vera, pino palustre o silvestre, tea tree. Massaggi al petto, inalazioni.
Mal di gola. O.e. di timo, issopo, salvia sclarea. Inalazioni.
Sinusite. O.e. di lavanda vera, pino palustre, tea tree. Inalazioni.
Calli. O.e. di ginepro, limone. Una goccia al giorno sul callo.
Contusioni, strappi, distorsioni. O.e. di lavanda vera. Compresse fredde, applicazione in loco di o.e. in olio vettore.
Dolori agli arti, alla schiena, reumatismi, artrite. O.e. di lavanda vera, camomilla comune o romana, rosmarino. Massaggi, compresse calde, bagni caldi.
Eczema. O.e. di camomilla comune o romana, lavanda vera. Applicazioni di olio in olio vettore sulla parte, acqua floreale, bagni tiepidi.
Emorroidi. O.e. di cipresso, achillea millefoglie. Compresse fredde, bagni tiepidi.
Herpes labiale, foruncoli. O.e. tea tree, bergamotto. Applicazione in olio vettore sulla parte.
Punture d’insetto. O.e. di tea tree, il più efficace. Applicazione sulla parte di o.e. in olio vettore.
Insonnia, stress, tensione. O.e. di melissa, lavanda vera, camomilla romana o comune, fiori d’arancio. Massaggi al corpo, bagni caldi, vaporizzazioni.
Mal di testa tensivo. O.e. di camomilla romana o comune, lavanda vera, menta ppiperita. Massaggi alle tempie, compresse fredde alle tempie, vaporizzazioni.
Mal di testa pulsante. O.e. di lavanda vera. Compresse fredde alle tempie.
Mestruazioni dolorose. O.e. di camomilla romana o comune, lavanda vera, salvia sclarea o spagnola. Compresse calde, massaggi al basso ventre.
Gonfiori addominali. O.e. di finocchio. Massaggiare l’addome in senso orario con o.e. in olio vettore.
Vertigini, vomito, nausea. O.e. di camomilla romana o comune, lavanda vera, menta. Mettere 1 o 2 gocce sul fazzoletto e inalare.
Energizzante. O.e. di limone, lavanda vera, timo. Massaggio con i tre o.e. in 2 cucchiai di olio di mandorle.
Rinfrescante. O.e. di cipresso, geranio. Lavanda. Limone. Bagno.
Afrodisiaco. O.e. di cedro, sandalo, ylang-ylang, cannella. Bagno e massaggio.
Capelli. O.e. di lavanda o rosmarino per la caduta dei capelli. O.e. di tea tree per i pidocchi. O.e. di limone e cedro per i capelli grassi. O.e. di cedro per la forfora. Miscelare 2 gocce di o.e. in 1 cucchiaio di olio di jojoba e massaggiare il cuoio capelluto poi avvolgere la testa con un asciugamano umido impregnato di 4-5 gocce di o.e. per 20/30 minuti.
Le esigue quantità estraibili da ogni pianta, insieme alla cura e precisione dell’estrazione incide sul costo del prodotto quindi è meglio diffidare di oli essenziali con un prezzo troppo basso e deve essere indicato “Olio essenziale purissimo” e il metodo di estrazione, meglio se bio. La conservazione deve avvenire in luoghi lontani da fonti di calore, luce, aria o umidità per non comprometterne la qualità.
Ricordatevi di non usarli in gravidanza e con i bambini sotto i 2 anni. Alcuni oli, tutti gli agrumi, sono sconsigliati prima di una esposizione al sole.
Autore: Naturopata Angela Ballarati

modalità è stata ottenuta l’essenza:
distillato: olio essenziale ottenuto con distillazione in corrente di vapore. È un metodo che si applica alla maggior parte delle piante aromatiche e sfrutta le proprietà fisiche delle essenze, in particolare la loro volatilità. Consiste nel separare l’olio essenziale dalla pianta originaria servendosi di un getto di vapore acqueo, che investe i tessuti vegetali e “trasporta” con sé l’essenza. Dal processo si ottengono due prodotti finali: il distillato e l’acqua aromatica. Quest’ultima è l’acqua che deriva dalla condensazione dello stesso vapore, profumata da una piccola frazione d’essenza disciolta in essa; trova applicazione in fitocosmesi, liquoreria, oppure è riutilizzata per generare nuovo vapore.
da spremitura: è un procedimento meccanico cui sono sottoposti gli agrumi (Arancio, Limone, Bergamotto, Mandarino, Cedro). La scorza dei loro frutti (pericarpo) presenta ghiandole superficiali nelle quali si accumulano essenze, estraibili con una pressione operata a freddo con apposite apparecchiature. Questo metodo ha sostituito quello manuale (sfumatura), molto tossico, cui anticamente erano dediti donne e bimbi, strizzando le bucce su spugne che, una volta intrise, erano a loro volta spremute in un recipiente di raccolta.
assoluta: è il risultato di un’estrazione con solventi, che si riserva a vegetali dal profumo delicato, poco ricchi in essenza e facilmente alterabili dall’aumento di temperatura, come Gelsomino, Rosa, Vaniglia, utilizzate soprattutto per olfazione.
Come si prepara
La pianta aromatica è introdotta in un’apparecchiatura idonea e attraversata da un solvente organico con opportune caratteristiche. Da questa fase di lavorazione si ricava la concreta, una massa solida che include, oltre all’essenza, cere ed altri composti liofili. Questi sono in seguito separati con un lavaggio in alcol etilico e successivi passaggi, fino a ottenere l’assoluta.
Si precisa che dopo l’estrazione non resta alcuna traccia del solvente utilizzato, che è fatto evaporare, e che da tempo alcune sostanze tossiche (etere di petrolio, benzene), proibite per legge, sono stati sostituite da anidride carbonica supercritica (totalmente atossica), da gas liquefatti impiegati nella nuova classe dei refrigeranti per frigoriferi e, in qualche caso, da esano (idrocarburo volatile non tossico).
oleoresina: è una sostanza aromatica di aspetto cristallino, o fluido e viscoso che sgorga spontaneamente da alcune piante essenzifere, soprattutto di origine tropicale, nel cui tronco è sufficiente praticare un’incisione.

Variabilità degli oli essenziali
Le caratteristiche dell’olio essenziale di una medesima specie aromatica non sono immutabili, ma soggette a fattori che ne condizionano sia la composizione, sia qualità come la profumazione, il colore, la densità e la viscosità.
A volte, popolazioni di piante della stessa specie botanica, ma cresciute in luoghi differenti per altitudine, latitudine e caratteristiche del suolo, possono produrre oli essenziali con variabili chimiche significative: per differenziarle si utilizza il termine “chemotipo” (= tipo chimico).
Tali diversificazioni sono note ed estremamente apprezzate: il chemotipo è infatti spesso considerato “speciale” o “selezionato” (vedi Valutazione di pregio) per le possibili applicazioni salutistiche, che esaltano specifiche caratteristiche della specie.
Esempi di chemotipi reperibili nel catalogo Fitomedical sono: Basilico a linaiolo, Niaouli a nerolidolo, Rosmarino a verbenone, a borneolo e a cineolo, Timo volgare a geraniolo, a linaiolo, a timolo e a thujanolo.
– Variabilità di profumazione, colore, densità e viscosità
Per influenza degli stessi fattori ambientali che influenzano i chemotipi, o per le procedure di distillazione o estrazione cui la pianta aromatica è sottoposta, a volte è possibile che lotti diversi di oli essenziali, benché con una comune identità botanica, presentino differenze rilevanti per profumazione, colore e densità.
Ad esempio: Sandalo delle Indie OE può avere una colorazione variabile da giallo pallido quasi incolore, a giallo ambrato quasi rossastro; il profumo dell’essenza di Geranio dipende dall’origine geografica (Reunion, Cina, Egitto, Marocco, Kenya) e può essere più o meno intensamente rosato e con sentori mentolati più o meno acuti; la densità dell’olio essenziale proveniente dall’isola di Reunion è diversa rispetto a quello prodotto in Egitto.
Per quanto riguarda la viscosità delle essenze, essa aumenta al diminuire della temperatura e tende generalmente a crescere con il passare del tempo, in relazione all’invecchiamento.
La pratica clinica aromaterapeutica ha dimostrato che l’efficacia di un olio essenziale dipende soprattutto dalla presenza di determinate sostanze tra i suoi componenti e che la variabilità intrinseca, inevitabile in un prodotto d’origine vegetale, non influisce in modo rilevante sulle sue proprietà.

Indicazioni generali per il corretto utilizzo di oli essenziali
Le essenze si distinguono dagli altri fitoderivati per l’altissima concentrazione. Un grammo di olio essenziale puro, mediamente pari a 20-30 gocce di OE, rappresenta il contenuto di 100 o più grammi della pianta originaria: ne amplifica quindi le potenzialità farmacologiche, ma anche i potenziali rischi dovuti ad un utilizzo improprio.
Poiché questi dipendono prevalentemente dalla composizione chimica propria di ogni essenza, dalla quantità utilizzata e dalla modalità di somministrazione, Fitomedical offre un assortimento di oli essenziali di qualità estremamente ampio, ma selezionato e corredato delle informazioni necessarie al loro corretto impiego.

– Precauzioni relative al tipo di olio essenziale somministrato
prestare attenzione ai potenziali rischi delle singole essenze (fototossiche, irritanti, sensibilizzanti, ecc.) (vedi Oli essenziali che richiedono cautela nell’uso);
attenersi alle modalità d’utilizzo e alle posologie indicate: qualunque sia la forma di assunzione degli oli essenziali (cutanea, respiratoria o digestiva), la loro interazione con l’organismo interessa l’intero organismo, non solo le vie attraverso cui è avvenuto il contatto.
Le singole sezioni riportano posologie e modalità di utilizzo specifiche (vedi Utilizzo in diffusione ambientale di oli essenziali; Utilizzo di oli essenziali in suffumigi e aerosol; Utilizzo di oli essenziali per la cura del viso e del corpo; Utilizzo alimentare e assunzione orale di oli essenziali).

– Oli essenziali che richiedono cautela nell’uso
La tabella a seguito segnala i potenziali rischi nell’utilizzo incauto di alcune essenze. Per il loro impiego è consigliato seguire le indicazioni di operatori esperti.
Tabella degli oli essenziali che richiedono cautela nell’uso 20 KB in formato PDF

– Precauzioni relative alla modalità di somministrazione
non iniettare oli essenziali in alcuna forma;
non utilizzare oli essenziali internamente se non su indicazione di personale esperto;
non utilizzare oli essenziali se non diluiti in modo appropriato;
non applicare oli essenziali puri sulle mucose (bocca, vagina, retto) ed evitare il contatto con gli occhi.
Le singole sezioni riportano corrette modalità di utilizzo e avvertenze specifiche (vedi Utilizzo in diffusione ambientale di oli essenziali; Utilizzo di oli essenziali in suffumigi e aerosol; Utilizzo di oli essenziali per la cura del viso e del corpo; Utilizzo alimentare e assunzione orale di oli essenziali).

– Precauzioni relative al soggetto che assume oli essenziali
evitare ogni olio essenziale sospettato di agire come sensibilizzante in caso di soggetti sensibili o allergici;
non utilizzare oli essenziali in aerosol in soggetti con storia clinica di asma bronchiale;
non somministrare oli essenziali che presentino una potenziale tossicità a bimbi piccoli e donne in gravidanza;
prestare attenzione nella scelta degli oli essenziali in presenza di condizioni cutanee anomale (dermatite, eczema, pelle fragile, lesionata o infiammata, ecc.).
Le singole sezioni riportano corrette modalità di utilizzo e avvertenze specifiche (vedi Utilizzo in diffusione ambientale di oli essenziali; Utilizzo di oli essenziali in suffumigi e aerosol; Utilizzo di oli essenziali per la cura del viso e del corpo; Utilizzo alimentare e assunzione orale di oli essenziali).

– Altre precauzioni
conservare gli oli essenziali lontano dalla portata dei bambini;
per diluizioni e preparazioni utilizzare materiali di acciaio, vetro, o ceramica e porre attenzione alle superfici di oggetti e arredi: le essenze possono danneggiare diversi tipi di plastiche, vernici, legno, ecc.

UTILIZZO IN DIFFUSIONE AMBIENTALE DI OLI ESSENZIALI

– Olfazione e modificazione di tono e umore
L’olfazione esalta la nota aromacologica (aromatica e psicologica) degli oli essenziali: la percezione olfattiva influisce quindi sullo stato d’animo, sul tono, sulle emozioni e sulle prestazioni mentali.
A tale scopo è possibile utilizzare singole essenze, loro composizioni o le apposite miscele di essenze presenti nella linea Fitomedical.
– Modalità d’utilizzo
può essere sufficiente inspirare il profumo che si sprigiona dal flacone che li contiene, o da un fazzoletto, o un batuffolo bagnato con una o due gocce;
tramite diffusione ambientale (vedi Profumazione e purificazione di ambienti).
Per conoscere il profilo aromatico dei singoli oli essenziali e delle miscele di essenze Fitomedical, consultare le tabelle a seguito (vedi Profilo aromacologico degli oli essenziali; Profilo aromacologico delle Miscele di essenze); ulteriori informazioni sugli effetti aromacologici dell’olfazione sono descritti nei periodici aziendali n°1/2003 e 3-4/2004, disponibili in questo sito alla voce Fitonews del menù iniziale.
– Profilo aromacologico degli oli essenziali
Tabella profilo aromacologico degli oli essenziali 139 KB in formato PDF
– Profilo aromacologico delle miscele di essenze
Tabella profilo aromacologico delle miscele di essenze 93 KB in formato PDF
– Profumazione e purificazione di ambienti
Gli oli essenziali e le miscele di essenze possono essere utilizzati per profumare e purificare gli ambienti domestici e di lavoro. Disinfettano l’aria inquinata e ne correggono le caratteristiche chimico-fisiche (inquinanti, micropolveri, ecc.), bilanciando i rapporti fra ioni positivi e ioni negativi.
Diffusi nell’ambiente, esplicano contemporaneamente la propria attività psico-neurale sulle persone che vi soggiornano (vedi Olfazione – Modificazione di tono e umore).
Le essenze naturali sostituiscono così gli economici ma sintetici e massificati prodotti industriali, premettendo si personalizzare l’ambiente in funzione delle necessità, dei gusti personali, della stagione o delle condizioni di salute.
– Modalità d’utilizzo
per piccoli ambienti: per l’interno auto, la cabina armadio, ecc., si può diffondere l’aroma di un olio essenziale o di una loro miscela lasciandoli trasudare da un flaconcino di coccio, o ponendone poche gocce su un fazzoletto di carta o stoffa, o un batuffolo di cotone appoggiati su una base (evitare il contatto con materiale di legno, plastica e metallo);
spruzzati nell’ambiente: è possibile diluire gli oli essenziali o le loro miscele in alcol etilico (al 2-5%: 40-100 gocce in 100 ml di alcol etilico) e spruzzarli nebulizzati in una stanza. Fare attenzione che le microgocce non ricadano su superfici di legno o plastica: il contatto diretto può danneggiarle o modificarne il colore.
evaporatori per caloriferi: durante la stagione invernale aggiungere alcune gocce di olio essenziale o di una loro miscela (indicativamente da 2 a 6, secondo l’ampiezza dell’ambiente) all’acqua degli umidificatori per termosifoni;
lampade ad acqua (diffusori con lumino e ciotola d’acqua): in tutte le stagioni è possibile accendere i diffusori con lumino, aggiungendo alla ciotola d’acqua alcune gocce di olio essenziale o di una loro miscela (indicativamente da 2 a 6, secondo l’ampiezza dell’ambiente)
umidificatori a ultrasuoni: seguire le istruzioni specifiche dell’apparecchio utilizzato, ponendo nell’apposita ampolla l’acqua e aggiungendovi alcune gocce di olio essenziale o di una loro miscela (indicativamente da 2 a 6, secondo l’ampiezza dell’ambiente) prima dell’accensione.
– Avvertenza
Per l’utilizzo di “bruciaprofumi” a candela, umidificatori e strumenti analoghi, è sempre necessario mettere l’acqua nell’ambiente in cui sono poste le essenze. Diversamente, l’aumento della temperatura può indurre modificazioni chimiche che portano alla formazione di composti dall’odore sgradevole o decisamente irritanti, aumentando progressivamente il potere solvente degli oli essenziali nei confronti dei materiali con cui sono a contatto.
– Consigli
Oli essenziali più adatti per disinfettare l’aria: Pompelmo, Cedro, Limone, Bergamotto, Eucalipto officinale, Ravensara, Tea tree, Pino mugo, Miscela di essenze “Freschezza”.
Oli essenziali per togliere gli odori di cucina: Alloro, Cedro, Limone, Rosmarino, Santoreggia, Citronella.
Oli essenziali per l’ambiente in cui asciuga la biancheria, evitando il formarsi di “odori d’umidità”: Cedro, Pompelmo, Petitgrain Limone, Bergamotto, Lavanda, Lavandino, Rosmarino, Mirto, Alloro, Miscela di essenze “Freschezza” (profumazioni fresche); Legno Rosa, Palmarosa, Geranio, Petitgrain Bigarade, Petitgrain Mandarino (profumazioni floreali); Noce moscata, Pimento, Cubebe, Sandalo, Sandalo delle Indie, Cannella foglie (profumazioni speziate, legnose); Rosa, Ylang-Ylang, Vaniglia, Neroli (profumazioni romantiche).
Oli essenziali per la stanza da bagno: Bergamotto, Limone, Citronella, Origano, Timo, Cannella corteccia. Per igienizzare e profumare, si possono utilizzare 10-15 gocce di essenza su un batuffolo di cotone idrofilo posto in un vaso aperto in posizione elevata.
Oli essenziali per tener lontani gli insetti: Citronella, Geranio, Nepeta.
Per ulteriori informazioni sulle diverse applicazioni e sul corretto utilizzo degli oli essenziali e delle miscele di essenze Fitomedical, consultare i periodici aziendali n°1/2003 e 3-4/2004, disponibili in questo sito alla voce Fitonews del menù iniziale.

Utilizzo di oli essenziali per suffumigi
I suffumigi con oli essenziali, pratica che deriva dalle antiche fumigazioni, rappresentano una pratica intermedia tra l’olfazione per diffusione ambientale (vedi Olfazione e Diffusione ambientale) e l’aerosol (vedi Oli essenziali in aerosol). Rispetto alla prima, le molecole aromatiche sono veicolate alle vie respiratorie dal vapore acqueo e in quantità maggiore; in confronto all’aerosol, qui sono interessate solo le prime strutture aeree (strutture esterne ed interne del naso, cavo orale, gola): lo scopo è di lenirle e disinfettarle.
Possono essere utilizzate singole essenze, loro composizioni o le apposite miscele di essenze (es. miscela Freschezza) presenti nella linea Fitomedical.
– Modalità d’utilizzo
aggiungere alcune gocce di OE o di una loro miscela (indicativamente da 2 a 6, secondo le caratteristiche dell’OE) in un recipiente di acqua molto calda;
inspirare da naso e bocca i vapori che si liberano dalla superficie dell’acqua con l’ausilio di un asciugamano appoggiato sul capo.
Per conoscere il profilo aromatico dei singoli oli essenziali e delle miscele di essenze Fitomedical e per ulteriori informazioni sulle diverse applicazioni e sul corretto utilizzo, consultare i periodici aziendali n°1/2003 e 3-4/2004, disponibili in questo sito alla voce Fitonews del menù iniziale.
– Avvertenza
È sempre necessario mettere PRIMA l’acqua nell’ambiente in cui vengono posti gli OE per proteggere i recipienti.

Utilizzo di oli essenziali in aerosol
L’apposito strumento per aerosol dirige verso le vie respiratorie notevoli quantità di olio essenziale in forma nebulizzata, cioè in una dispersione di goccioline di ridottissimo diametro (dell’ordine di micron). In tali condizioni l’olio essenziale arriva in profondità a livello polmonare, dove manifesta le proprie attività salutistiche e passa rapidamente nella circolazione del sangue (ciò suggerisce opportune precauzioni – vedi oltre).
– Corretto utilizzo di oli essenziali per aerosol
emulsionare l’olio essenziale in acqua tramite un disperdente (si forma un’emulsione in forma di liquido lattiginoso) o aggiungerlo alla soluzione fisiologica, da preferire all’acqua (1-3 gtt. di OE, secondo le caratteristiche dell’essenza scelta, in 2 ml di soluzione fisiologica);
lasciare l’apparecchio in funzione un paio di minuti prima di inspirare. Questo accorgimento iniziale permette all’essenza di assumere la dimensione di goccioline, tali da essere disperse.
– Precauzioni per l’uso di oli essenziali in aerosol
diluire opportunamente L’OE in relazione alla sua potenziale aggressività;
evitare la scelta di OE irritanti o, qualora questi siano consigliati da personale con formazione e training adeguati e sulla base di considerazioni oculate, utilizzarli fortemente diluiti e somministrarli a più riprese, piuttosto che in un’unica seduta.
NON UTILIZZARE OLI ESSENZIALI IN AEROSOL SE SI È SOGGETTI A FORME ALLERGICHE O A MANIFESTAZIONI ASMATICHE, O LO SI È STATI IN PASSATO (anche solo in presenza di dubbi). Qualunque sia la modalità di assunzione degli OE (cutanea, respiratoria o digestiva), la loro interazione con l’organismo interessa l’intero individuo, non solo le vie attraverso cui è avvenuto il contatto e, nel caso specifico di aerosol, possono manifestarsi reazioni violente e rapide.

Utilizzo di oli essenziali per la cura del viso e del corpo

– Applicazioni degli oli essenziali per la cura del viso e del corpo
Gli oli essenziali, impiegati per l’igiene e la cura della pelle di viso e corpo, oltre ad essere apprezzati per il profumo esercitano interessanti proprietà aromacosmetiche (vedi Tabella – Qualità cosmetiche degli oli essenziali).
Tra le diverse applicazioni possibili, le essenze possono essere usate per:
massaggi localizzati o estesi a tutto il corpo (vedi Utilizzo di oli essenziali per massaggi per il corpo);
docce e bagni aromatici (vedi Utilizzo di oli essenziali per docce e bagni aromatici);
maniluvi e pediluvi (vedi Utilizzo di oli essenziali per maniluvi e pediluvi);
applicazioni per trattamento di unghie e capelli (vedi Utilizzo di oli essenziali per il trattamento di unghie e capelli);
maschere e applicazioni su viso e collo (vedi Utilizzo di oli essenziali per applicazioni su viso e collo);
preparazione di profumi su base alcolica o oleosa (vedi Utilizzo di oli essenziali per la creazione di profumi).
Ulteriori informazioni sulle proprietà degli oli essenziali e sulle loro applicazioni sono descritti nei periodici aziendali n°1/2003 e 3-4/2004 e sulla rubrica di Aromaterapia dei singoli numeri monografici, disponibili in questo sito alla voce Fitonews del menù iniziale.
– Qualità cosmetiche degli oli essenziali
Tabella delle qualità cosmetiche degli oli essenziali 105 KB in formato PDF
– Avvertenze per il corretto utilizzo di oli essenziali in applicazioni esterne
Gli oli essenziali hanno un’elevata affinità per la pelle, che rappresenta per essi una barriera facile da superare, attraverso cui le sostanze aromatiche penetrano raggiungendo velocemente il circolo sanguigno.
La somministrazione di essenze in applicazione topiche richiede quindi attenzione alle seguenti avvertenze:
non utilizzare oli essenziali se non diluiti in modo appropriato (vedi Diluizione degli oli essenziali per applicazioni topiche);
attenersi alle posologie indicate (vedi Diluizione degli oli essenziali per applicazioni topiche);
non applicare oli essenziali puri sulle mucose (occhi, bocca, vagina, ecc.) ed evitare il contatto con gli occhi;
valutare i potenziali rischi dei singoli oli essenziali: fototossici, irritanti, sensibilizzanti (vedi Potenziali rischi nell’utilizzo topico di oli essenziali)
porre particolare attenzione nella scelta degli oli essenziali in presenza di ogni condizione cutanea che appaia anomala (dermatite, eczema, pelle fragile, lesionata o infiammata);
non utilizzare oli essenziali su soggetti allergici, o con storia familiare di allergia, o sensibili (intolleranza alla lana o a sostanze animali, reazioni cutanee nei confronti di prodotti profumati, ecc.) senza prima averne verificato la tollerabilità (vedi Potenziali rischi nell’utilizzo topico di oli essenziali).

– Potenziali rischi nell’utilizzo esterno di oli essenziali
L’impiego incauto o scorretto di OE può comportare potenziali rischi che un uso razionale e qualche precauzione può evitare (vedi Avvertenze per il corretto utilizzo di oli essenziali per applicazioni topiche). Ciò riguarda in particolare di alcune specie aromatiche (vedi. Tabella – Oli essenziali che richiedono cautela nell’uso), che possono manifestare:
attività fotosensibilizzante: alcuni oli essenziali amplificano il danno causato dall’esposizione ai raggi solari e alle radiazioni ultraviolette (vedi Tabella Oli essenziali che richiedono cautela nell’uso). Dopo l’utilizzo di queste essenze fotoattive, è meglio non esporre alla luce per almeno 12 ore le aree dove sono state applicate.
attività irritanti: per alcuni oli essenziali, contenenti frazioni aggressive per gli epiteli, si consiglia di attenersi scrupolosamente alle concentrazioni massime indicate nella tabella Concentrazioni massime di diluizione per l’utilizzo di oli essenziali potenzialmente irritanti.
– Concentrazioni massime di diluizione per l’utilizzo di oli essenziali potenzialmente irritanti
Tabella delle concentrazioni massime di diluizione per l’utilizzo di oli essenziali potenzialmente irritanti 78 KB in formato PDF
attività allergicizzante e sensibilizzante: la possibilità di allergia per contatto con OE e la frequenza di sensibilizzazione è molto enfatizzata. Si raccomanda tuttavia di evitare l’utilizzo di oli essenziali (in particolare di quelli sospettati di agire come sensibilizzanti – vedi Tabella Oli essenziali che richiedono cautela nell’uso) prima di aver verificato l’assenza di sensibilità individuale, soprattutto in soggetti che, per caratteristiche personali o storia familiare, risultano particolarmente sensibili (vedi Avvertenze per il corretto utilizzo di oli essenziali per applicazioni topiche).
– Oli essenziali che richiedono cautela nell’uso
Tabella degli oli essenziali che richiedono cautela nell’uso 20 KB in formato PDF
– Diluizione degli oli essenziali per applicazioni esterne
Per tutti gli oli essenziali vale la regola generale di non applicarli mai puri su pelle e mucose (occhi, bocca, vagina, retto), ma di diluiti impiegandone la quantità strettamente necessaria. Sono tollerate eccezioni solo in poche circostanze, su piccole aree e generalmente su zone cutanee non particolarmente sensibili (es. Tea Tree, essenza apprezzata per le qualità antisettiche e antinfiammatorie per lesioni superficiali).
– Diluenti per l’utilizzo esterno di oli essenziali
La scelta del veicolo per l’utilizzo esterno di oli essenziali dipende dal tipo di applicazione.
Per massaggi, maschere e applicazioni su viso e collo, o su unghie e capelli (vedi Utilizzo di oli essenziali per massaggi per il corpo; Utilizzo di oli essenziali per applicazioni su viso e collo; Utilizzo di oli essenziali per il trattamento di unghie e capelli) si può ricorrere a:
diluizione in olio: qualsiasi olio di buona qualità può essere ritenuto adatto. La scelta si orienta in funzione delle specifiche proprietà dermatologiche alcuni oli vegetali (vedi Proprietà di oli vegetali e oleoliti) o della loro untuosità.
Generalmente si utilizzano tal quali, ma alcuni (es. olio di Tamanu, Neem, Rosa moscata). possono essere diluiti con un altro olio base (spesso di Mandorle o Girasole), in percentuale variabile fra il 5% e il 30%, salvo particolare indicazione.
diluizione in creme: creme cosmetiche sufficientemente grasse possono essere usate come veicolo di oli essenziali a concentrazione non troppo elevata (1–3%) e solo per preparazione estemporanea.
Per docce e bagni aromatici si utilizza:
diluizione in Bagnoschiuma disperdente (vedi Utilizzo di oli essenziali per docce e bagni aromatici; Utilizzo di oli essenziali per maniluvi e pediluvi);
diluizione in Kalen Olio Detergente, particolarmente indicato per pelli delicate e sensibili, associa quelle degli OE alle proprie caratteristiche nutrienti;
veicoli estemporanei come latte in polvere o tuorlo d’uovo (vedi Utilizzo di oli essenziali per docce e bagni aromatici; Utilizzo di oli essenziali per maniluvi e pediluvi).
– Avvertenza
Gli OE possono danneggiare diversi tipi di plastiche, vernici, legno, ecc.: per diluizioni e preparazioni utilizzare quindi materiali di acciaio, vetro, o ceramica, oltre a porre attenzione alle superfici di oggetti e arredi.
– Percentuali per la diluizione domestica di oli essenziali
La percentuale di diluizione delle essenze in un opportuno veicolo (generalmente olio vegetale) è molto diversa, secondo l’uso e soprattutto in base alle caratteristiche dell’olio essenziale impiegato: è in ragione dell’1-3% per quelli più aggressivi (vedi Concentrazioni massime di diluizione per l’utilizzo di oli essenziali potenzialmente irritanti), oscilla dal 5 al 10% per la maggior parte delle essenze, fino al 20% per quelle più maneggevoli.
Per le preparazioni estemporanee in ambito domestico possono essere utili alcune indicazioni di massima:
Indicativamente, 1 ml di olio essenziale corrisponde circa a 20 gocce
1 cucchiaino da tè di olio essenziale = circa 2 – 3 ml = circa 40 – 60 gocce
1 cucchiaio da minestra di olio essenziale = circa 5 ml = circa 100 gocce
Per diluizioni più puntuali, è consigliato l’utilizzo di siringhe usa e getta (da 1, 3, 5, 10 ml), dei contagocce graduati reperibili in farmacia, o di quelli più grossi impiegati in cucina.
Per quanto riguarda specificatamente i massaggi, consultare la voce “Concentrazioni di OE in oli vegetali utilizzati come diluenti per massaggi”.
– Variabili che modulano l’assorbimento cutaneo degli oli essenziali
Diversi fattori intervengono sull’assorbimento cutaneo delle essenze:
le condizioni della pelle, come la ricchezza del film lipidico e lo stato di idratazione. Per tale motivo, un pretrattamento con detergenti incrementa l’assorbimento, così come l’impiego di oli vegetali e creme “grasse” (vedi Utilizzo di oli vegetali e oleoliti per applicazioni esterne nutrienti o curative);
l’integrità della superficie cutanea: epiteli danneggiati o abrasi favoriscono la penetrazione (vedi Avvertenze per il corretto utilizzo di oli essenziali per applicazioni topiche);
la viscosità del veicolo in cui è diluita l’essenza: la sua maggiore o minore viscosità può modulare la cessione dell’olio essenziale (vedi Diluenti per l’utilizzo topico di oli essenziali);
la temperatura dell’interfaccia tra pelle e ambiente. L’occlusione della parte trattata con una copertura di materiale impermeabile (es. pellicola), modificando la temperatura e l’idratazione superficiale, incrementa fino a 20 volte la diffusione dell’essenza attraverso la cute; l’applicazione su viso e corpo poco prima di doccia o bagno (vedi Massaggi e applicazioni prima della doccia o del bagno), o subito dopo, favorisce l’assorbimento.

– Utilizzo di oli essenziali per massaggi per il corpo
Applicazioni o massaggi sul corpo possono essere praticati utilizzando sia i singoli oli essenziali, sia loro associazioni, sia le miscele di essenze della linea Fitomedical.
Queste pratiche, come quelle del bagno aromatico (vedi Utilizzo di OE per docce e bagni aromatici) risultano particolarmente interessanti, perchè sfruttano parallelamente l’attività delle essenze tanto sull’umore (per olfazione delle frazioni aromatiche rilasciate nell’ambiente dalla pelle stessa), quanto sulla cute (per contatto), quanto sull’intero organismo (per assorbimento).
– Concentrazioni di oli essenziali in oli vegetali utilizzati come diluenti per massaggi
Gli oli vegetali sono il veicolo ottimale per l’applicazione cutanea di essenze, in particolare tramite massaggi, che possono essere praticati anche a bimbi piccoli.
Secondo l’età, attenersi alle seguenti concentrazioni in olio:
Età
sopra i 6 mesi
fra i 6 e i 24 mesi
fra i 2 e i 10 anni
fra i 10 e i 15 anni
adulti concentrazione massima di olio essenziale
0,75 – 1% *
1,5 – 2% *
2,5 – 3% *
4 – 5% *
10% *
*NOTA:
1% significa 1 ml di olio essenziale (= circa 20 gocce) in 100 ml di olio vegetale
5% significa 5 ml di olio essenziale (= circa 100 gocce) con aggiunta di 95 ml di olio vegetale.
Queste percentuali sono puramente indicative e NON si riferiscono ad essenze particolarmente irritanti o tossiche (vedi Potenziali rischi nell’utilizzo topico di oli essenziali).
– Massaggi e applicazioni prima della doccia o del bagno
Se il massaggio con gli oli essenziali opportunamente diluiti è fatto subito prima della doccia o del bagno, il calore dell’acqua contribuisce ad un rapido assorbimento e all’evaporazione delle frazioni più eteree e profumate, mentre il Bagnoschiuma disperdente (vedi Diluenti per l’utilizzo topico di oli essenziali) deterge l’olio vegetale o la crema insieme all’eccesso di essenza.
– Consigli
Olio tonico: aggiungere all’olio base (un cucchiaio da minestra raso di Arnicoil o Oleolito di Timo, oppure olio di Avocado o Mandorle dolci) 2 gocce di Zenzero OE, 3 gocce di Pompelmo OE, 1 goccia di Pepe nero OE.
Olio rilassante: aggiungere all’olio base (un cucchiaio da minestra raso di Oleolito di Lavanda, o di Camomilla, oppure olio di Avocado o Mandorle dolci 3 gocce di Petitgrain Bigarade OE e 3 gocce di Camomilla Marocco OE.
Olio “softening” vellutante: aggiungere all’olio base (un cucchiaio da minestra raso Oleolito di Calendula o di Elicriso, oppure olio di Avocado 2 gocce di Lavanda OE, 2 gocce di Palmarosa OE e 2 gocce di Sandalo delle Indie OE.
Per ulteriori indicazioni ed esempi di applicazione dei singoli oli essenziali e delle miscele di essenze Fitomedical, consultare le rispettive schede tecniche (“Oli essenziali” e “Oli vegetali oleoliti e Miscele di essenze” ) disponibili in questo sito alla voce Servizi del menù iniziale.

– Utilizzo di oli essenziali per docce e bagni aromatici
Docce e bagni aromatici possono essere praticati utilizzando sia i singoli oli essenziali, sia loro associazioni, sia le miscele di essenze della linea Fitomedical. Anche piccole quantità di oli vegetali e oleoliti possono essere veicolate da opportuni disperdenti per un maggiore effetto nutriente o curativo della pelle (vedi Proprietà di oli vegetali e oleoliti).
Queste pratiche, come quelle del massaggio (vedi Utilizzo di oli essenziali per massaggi e applicazioni) risultano particolarmente interessanti, perchè sfruttano parallelamente l’attività degli OE tanto sull’umore (per olfazione dell’essenza rilasciata nell’ambiente dalla pelle stessa), quanto sulla cute (per contatto), quanto sull’intero organismo (per assorbimento).
– Modalità d’utilizzo
L’OE non è miscibile con l’acqua e quindi tende a formare gocce in superficie o sul fondo, entrando poi in contatto con pelle e mucose sostanzialmente puro. È dunque necessario mettere preventivamente l’essenza in un disperdente, quindi mescolare il tutto all’acqua del bagno, agitandola con la mano, o versare omogeneamente sulla spugna della doccia.
diluizione in Bagnoschiuma disperdente : utilizzare mediamente ca. 5-6 gtt, fino a un massimo di 10 gtt di OE per ogni 10 ml di disperdente (=ca. 1 cucchiaio);
diluizione in Kalen Olio Detergente: proporzioni analoghe a quelle del Bagnoschiuma disperdente;
diluizione in latte in polvere: utilizzare 5-10 gtt. di OE per cucchiaio di polvere;
diluizione in tuorlo d’uovo: proporzioni analoghe a quelle del latte in polvere per 1 tuorlo; la temperatura dell’acqua non deve essere troppo calda, per evitare che il tutto si rapprenda.
È invece sconsigliato ricorrere al sale grosso da cucina imbibito di essenza, un errato consiglio (il sale accoglie solo le frazioni idrosolubili dell’essenza), spesso ricorrente sulle pagine di alcuni giornali divulgativi.
– Avvertenze
Docce, vasche da bagno e bagni idromassaggio possono essere danneggiati da oli essenziali non appropriatamente diluiti e dispersi.
È infatti caratteristica delle essenze essere composte da molecole con un notevole potere solvente nei confronti di altre sostanze organiche, come diversi tipi di plastiche, vernici, ecc. (non a caso, un tempo, i pittori impiegavano diversi oli essenziali, tra cui quello di Lavanda, come diluenti o modificanti nei colori a olio).
Dal punto di vista del comportamento chimico-fisico, non c’è differenza fra le diverse qualità di oli essenziali, né fra quelli naturali e quelli ricostituiti (vedi Oli essenziali ricostituiti).
In genere i produttori di vasche idromassaggio o di docce, così come quelli di apparecchi di umidificazione o di climatizzazione, specificano nei manuali l’incompatibilità dei loro impianti con oli essenziali, profumatori, ecc.
– Consigli
Miscela attivante, stimolante: aggiungere alla base (Kalen Olio Detergente oppure Bagnodoccia Disperdente. 1 cucchiaio da minestra raso per la doccia, oppure 2–3 cucchiai per il bagno) da 2 a 6 gocce di Cedro OE, da 2 a 6 gocce di Sedano OE, da 1 a 3 gocce di Cubebe OE.
Miscela distensiva, calmante: aggiungere alla base (Kalen Olio Detergente oppure Bagnodoccia Base, 1 cucchiaio da minestra raso per la doccia, oppure 2–3 cucchiai per il bagno) da 2 a 6 gocce di Geranio OE, da 2 a 6 gocce di Petitgrain Mandarino OE, da 1 a 3 gocce di Mirto OE.
Ulteriori informazioni sulle proprietà degli oli essenziali e sulle loro applicazioni sono descritti nei periodici aziendali n°1/2003 e 3-4/2004 e sulla rubrica di Aromaterapia dei singoli numeri monografici, disponibili in questo sito alla voce Fitonews del menù iniziale.

– Utilizzo di oli essenziali per semicupi, maniluvi e pediluvi
Con le stesse modalità descritte per bagni e docce aromatici, è possibile fare semicupi, maniluvi o pediluvi (vedi Utilizzo di OE per docce e bagni aromatici), utilizzando essenze o oli vegetali particolarmente indicati a favorire la circolazione, le condizioni cutanee, ecc.
– Consigli
Ulteriori informazioni sulle proprietà degli oli essenziali e degli oli vegetali e sulle loro applicazioni sono descritti nei periodici aziendali n°1/2003 e 3-4/2004 e sulla rubrica di Aromaterapia dei singoli numeri monografici, disponibili in questo sito alla voce Fitonews del menù iniziale.

– Utilizzo di oli essenziali per il trattamento di unghie e capelli
Con le stesse modalità descritte per bagni e docce aromatici(vedi Utilizzo di oli essenziali per docce e bagni aromatici), è possibile preparare trattamenti per i capelli (impacchi, shampoo, ecc.) e le unghie (massaggi, applicazioni, toccature).
A tale scopo sono indicate a seguito essenze specifiche. Tra i loro possibili diluenti, si distingue l’olio di Neem, rinomato per la nutrizione e la cura di unghie e capelli (vedi Proprietà di oli vegetali e oleoliti).
– Essenze indicate per il trattamento delle unghie
Stimolanti la crescita: Pompelmo, Limone, Lavanda vera;
Rinforzanti: Rosmarino a borneolo, Cedro.
– Essenze indicate per il trattamento dei capelli
Capelli secchi: Lavanda vera, Carota, Sandalo, Sandalo delle Indie;
Capelli grassi: Limone Petitgrain, Salvia, Cipresso, Rosmarino a verbenone;
Capelli fragili: Carota, Sclarea, Camomilla, Ylang-Ylang.
– Consigli
Ulteriori informazioni sulle proprietà degli oli essenziali e degli oli vegetali e sulle loro applicazioni sono descritti nei periodici aziendali n°1/2003 e 3-4/2004 e sulla rubrica di Aromaterapia dei singoli numeri monografici, disponibili in questo sito alla voce Fitonews del menù iniziale.

– Utilizzo di oli essenziali per applicazioni su viso e collo
Applicazioni su viso e collo possono essere praticate utilizzando sia i singoli oli essenziali, sia loro associazioni.
– Modalità d’utilizzo
L’essenza deve essere diluita in un opportuno veicolo, in percentuali medio-basse, che tengano in considerazione la sensibilità e la delicatezza della cute di viso e collo (vedi Percentuali per la diluizione domestica di oli essenziali).
diluizione in olio vegetale: di più comune utilizzo per le applicazioni su viso e collo, è ideale per valorizzare le sinergie tra essenze e oli vegetali (vedi Proprietà di oli vegetali e oleoliti) potenziandone le proprietà dermatologiche (vedi Diluenti per l’utilizzo topico di oli essenziali).
Si utilizzano mediamente ca. 2-5 gocce di essenza per 10 ml di olio vegetale (= ca. 1 cucchiaio). Per migliorare la resa del trattamento, è consigliato attenersi ai suggerimenti che migliorano l’assorbimento cutaneo (vedi Variabili che modulano l’assorbimento cutaneo degli oli essenziali)
diluizione in Kalen Olio Detergente: indicata per l’igiene quotidiana di viso e collo, con effetti nutrienti e curativi. Si utilizzano mediamente ca. 2-5 gocce di essenza in 10 ml di Kalen Olio Detergente (= ca. 1 cucchiaio); si pulisce la cute con un batuffolo di cotone intriso, poi si sciacqua delicatamente con acqua (vedi Diluenti per l’utilizzo topico di oli essenziali).
diluizione in creme: per una preparazione estemporanea che utilizza per base una crema cosmetica sufficientemente grassa (vedi Diluenti per l’utilizzo topico di oli essenziali).
estratti idroalcolici: si possono diluire piccole quantità di oli essenziali con estratti idroalcolici come le Tinture Madri per trattamenti in toccature solo su piccole aree circoscritte, in considerazione della percentuale di etanolo piuttosto elevata (circa 60%). Si raccomanda che tali diluizioni siano estemporanee, cioè preparate al momento dell’uso e consumate entro alcune ore; ciò perché i componenti delle essenze e degli estratti idroalcolici non sempre vanno d’accordo chimicamente e nel tempo possono interagire negativamente.
– Avvertenze
rimuovere eventuali cosmetici o profumi prima di operare su viso e collo, in modo da ridurre rischi di reazioni da sensibilizzazione incrociata in queste aree, più a rischio di altre, perché soggette a ripetute applicazioni di cosmetici e profumi.
tutte le preparazioni devono essere estemporanee, elaborate nelle quantità necessarie volta per volta, per evitare modificazioni e deterioramenti.
– Consigli
Essenze indicate per uso cutaneo: Achillea, Camomilla, Carota, Cedro dell’Atlante, Elicriso, Geranio, Incenso, Kanuka, Lavanda spigo, Lavanda vera, Legno di Rosa, Manuka, Mirra, Palmarosa, Patchouli, Rosa, Salvia, Sandalo, Sandalo delle Indie, Timo a geraniolo.
Pelle secca: Sandalo, Sandalo delle Indie, Legno di Rosa, Palmarosa, Lavanda vera, Rosa;
Pelle grassa: Camomilla, Incenso, Cipresso, Ginepro, Maggiorana, Rosmarino.
Ulteriori informazioni sulle proprietà degli oli essenziali e sulle loro applicazioni sono descritti nei periodici aziendali n°1/2003 e 3-4/2004 e sulla rubrica di Aromaterapia dei singoli numeri monografici, disponibili in questo sito alla voce Fitonews del menù iniziale.

– Utilizzo di oli essenziali per la creazione di profumi
I profumi “naturali”, ottenuti impiegando solo oli essenziali e nessun componente sintetico (fissatori, esaltatori, ecc.), deludono spesso nel confronto con l’intensità, la persistenza e le particolari suggestioni dei prodotti industriali.
È tuttavia possibile preparare profumi naturali su base alcolica oppure oleosa, scegliendo le componenti aromatiche secondo le affinità, per i toni di “testa” e di “coda” che esprime l’insieme, o il suo “corpo” e “cuore”, cioè il profumo più caratteristico e persistente (vedi Tabella – Note aromatiche delle essenze).
Data l’elevata volatilità della maggior parte delle essenze, si aggiungono specie con proprietà fissatrici (Benzoino, Vetiver, Legno Cedro, Mirra, Sandalo, Sclarea, ecc.), naturalmente in base alle loro rispettive affinità con la struttura profumata complessiva.
Persistente.
– Preparazione di profumi su base alcolica
Per la preparazione di profumi su base alcolica si utilizza l’etanolo (vedi Origine dell’alcol utilizzato nelle estrazioni), reperibile in piccole confezioni nei supermercati (è lo stesso alcol con cui si preparano in casa i liquori).
I dopobarba e le acque profumate contengono dall’1% al 3% di oli essenziali (gradazione alcolica fra i 60° e gli 80°), le acque di colonia e le acque da toilette dal 3% all’8% (gradazione alcolica fra 70° e 80°), “eau de parfum” e “extraits” o “parfum” dal 10% al 25% (grado alcolico fra 80° e 90°).
Si mescolano le essenze, si aggiunge l’alcol ed eventualmente l’acqua per arrivare alla giusta gradazione, si mescola ancora molto bene e si lascia a riposo. La maturazione deve durare fra 1 e 2 mesi.
– Preparazione di profumi su base oleosa
Per la preparazione di profumi su base oleosa, si utilizzano gli oli vegetali (vedi Oli vegetali e oleoliti). Scelto l’olio più adatto o più oli per una miscela (Jojoba, Vinaccioli, Girasole, Mais, ecc.), si aggiunge un antiossidante liposolubile (Vit. E, tocoferoli) e quindi le essenze, in percentuale variabile fra il 3% e il 10%, secondo l’intensità della profumazione desiderata.
– Note aromatiche delle essenze
La seguente tabella, che descrive le note aromatiche delle singole referenze presenti nella linea Oli Essenziali Fitomedical, può orientare nella scelta degli ingredienti per la creazione di profumi.
Tabella delle note aromatiche delle essenze 121 KB in formato PDF

UTILIZZO ALIMENTARE E ASSUNZIONE ORALE DI OLI ESSENZIALI

– Dicitura “solo per uso esterno” presente sulle confezioni della linea oli essenziali
La confezione (astuccio ed etichetta del flacone) degli oli essenziali Fitomedical riporta stampata la dicitura “Solo per uso esterno”, sebbene tutte le referenze della linea abbiano caratteristiche idonee ad un utilizzo per via orale, alimentare o salutistico.
Tale scelta aziendale, che può indurre perplessità nel consumatore, dipende dall’esigenza di classificare questi fitoderivati, le cui applicazioni spaziano dall’utilizzo per l’ambiente, all’ambito cosmetico, fisioterapico e fitoterapico (aromaterapia) in un’unica categoria merceologica, subordinata ad uno specifico quadro normativo.
In considerazione del fatto che gli oli essenziali non sono configurabili merceologicamente né come alimento, né come cosmetico, né ovviamente come farmaco, in quanto non corrispondenti alla definizione accettata e alle caratteristiche richieste per i prodotti riconducibili a tali categorie, Fitomedical ha deciso di considerarli come categoria merceologica distinta e ha optato per il loro inserimento fra i “composti chimici di origine naturale”.
Di conseguenza, il relativo quadro normativo europeo impone di adottare l’insieme delle specifiche CHIP3 – (Chemicals Hazard Information and Packaging for Supply), che segnalano adeguatamente e per chiari punti all’utente le avvertenze di rischio e i comportamenti di prudenza, inclusa la dicitura “Solo per uso esterno”.
Tale indicazione, è unicamente intesa a prevenire un uso improprio degli OE da parte del consumatore, qualora non fosse debitamente informato sulle caratteristiche precipue di quel particolare prodotto.
Considerando che gli oli essenziali di origine naturale, ricavati da piante coltivate o spontanee, sono fitoderivati molto concentrati in sostanze biologicamente attive, Fitomedical ritiene imprescindibile che il consumatore si affidi alla professionalità degli Operatori del settore per disporre di informazioni e rassicurazioni precise ed esaurienti in merito all’essenza scelta e alle modalità corrette del suo utilizzo.

– Assunzione orale (per bocca) di oli essenziali
Alcune correnti di Aromaterapia (Scuola francese) prevedono l’assunzione per bocca di oli essenziali, metodo che valorizza l’attività svolta da questi fitoderivati sugli equilibri delle flore simbionti e sui sistemi nervoso, endocrino e immunitario.
Per la complessità degli obiettivi salutistici che si propone e per il coinvolgimento di diversi distretti, tra i quali gli organi emuntori deputati allo smaltimento delle molecole derivate dalla trasformazione degli oli essenziali ingeriti, l’assunzione orale non può prescindere da valutazioni professionali in merito all’opportunità, le modalità e le posologie individuali.

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