OLEA OROVITA

16.00

Descrizione

OROVITA OLEA

IPOTENSORE

FAMIGLIA : Oleacee

COMPOSIZIONE: Acqua 90%, Olea (Olea Europea L.) foglie 10%

COMPONENTI PRINCIPALI: oleuropeina, stereoleoside, glucosidi, resine, fitosteroidi, colina.

OLIGOELEMENTI: Cl 26,8 mg/L, Mg 97,2 mg/L, Ca 231 mg/L, K 540 mg/L, Fe 5,35 mg/L, P 50

mg/L, Si 29,2 mg/L, Na 17,6 mg/L, Zn 5,3 mg/L.

PROPRIETA’: Ipotensore per vasodilatazione periferica (senza effetto cardio depressore),

antidiabetico, diuretico.

INDICAZIONI: ipertensione e disturbi correlati, arteriosclerosi, diabete, iperazotemia, mancanza

di elasticità articolare.

MENTALE: tendenza depressiva.

EMOZIONALE: sensazione di tormento interiore.

SEGNO ZODIACALE: Leone

SIMBOLOGIA PLANETARIA: Sole

CLASSIFICAZIONE ENERGETICA: Sulphur

ELEMENTO : Aria – Acqua

MODO D’USO: da 21 a 33 gocce 3-6 volte al giorno. Per un’azione più profonda (di tipo

energetico) la dose è da 12 gocce a 3 gocce 1 o più volte al dì per via sublinguale.

ASSOCIAZIONI PIU’ FREQUENTI: Rugiada EQUISETO tonificante del sistema circolatorio;

sinergico: SEPTEMPRESS; Orovita CYNARA ipercolesterolemia.

ETIMOLOGIA – Per capire l’anagramma nascosto in questa pianta e nel suo nome, si deve

esaminare quello del suo derivato e cioè dell’olio che i latini chiamavano Oleum; esso si scompone

così: OLE=LEO ed UM=UMOR, ovvero “Umore del Leone”. Ne consegue che OLEA è LEO, il leone

verde, quello capace di rendere equilibrio alla “Camera del Cuore”, rendendogli il coraggio e

facendo svanire la collera e l’agitazione; ci si predispone così alla tolleranza ed all’amore gentile,

riportando, nello stagno della mente, la tranquillità e la trasparenza. A questo punto, si riesce a

comprendere perché l’ulivo, è stato scelto come simbolo della pace, della non aggressione,

dell’equilibrio interiore, cioè di quello stato spirituale in cui si ascolta “l’interno” di se stessi e non

“l’esterno” e la sua legge di confusione e di egoismo. Anche il fusto di questa pianta, ci parla del

tormento che si patisce, quando si comincia a divenire “entronauti” e la Verità diviene una,

intorno alla quale tutto rotea a 360 gradi, senza mai mutare, fissa e permanente.

Non è certo che in Italia l’olivo sia una pianta indigena. Alcuni ritengono che vi sia stato

introdotto dalla Grecia mille anni prima di Cristo. Altri suppongono invece che sia pervenuto

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dalle zone comprese tra il Caucaso e gli altipiani dell’Iran. Si tratta comunque di una specie

tipicamente mediterranea il cui frutto, l’oliva, produce un olio commestibile pregiato.

Un mito greco attribuisce ad Atena la creazione del primo olivo che sorse nell’Acropoli a

protezione della città di Atene. La leggenda racconta che Poseidone ed Atena, disputandosi la

sovranità dell’Attica, si sfidarono a chi avesse offerto il più bel dono al popolo.

Poseidone, colpendo con il suo tridente il suolo, fece sorgere il cavallo più potente e rapido, in

grado di vincere tutte le battaglie; Atena, colpendo la roccia con la sua lancia, fece nascere dalla

terra il primo albero di olivo per illuminare la notte, per medicare le ferite e per offrire

nutrimento alla popolazione. Zeus scelse l’invenzione più pacifica ed Atena divenne la Dea di

Atene.

Un figlio di Poseidone cercò di sradicare l’albero creato da Atena, ma non vi riuscì, anzi si ferì nel

commettere il gesto sacrilego e morì. Quella roccia che resistette era appunto l’Acropoli, dove la

pianta dell’olivo venne presidiata dai soldati perché sacra ai greci.

Stupenda la descrizione della camera da letto nella quale Penelope accolse Ulisse al suo ritorno e

che Ulisse stesso aveva costruito prima della sua partenza con legno di olivo.A Roma l’olivo era

dedicato a Minerva e a Giove.I romani, pur nella loro praticità di considerare l’olio d’oliva come

merce da esigere dai vinti, da commerciare, da consumare, mutuarono dai Greci alcuni aspetti

simbolici-dell’olivo.

Onoravano i cittadini illustri con corone di fronde di olivo; così pure gli sposi il giorno delle nozze

e della loro prima notte; ed infine i morti venivano inghirlandati per significare di essere vincitori

nelle lotte della vita umana. Nell’area islamica molte leggende fanno riferimento all’olivo e al suo

prodotto; tra le tante si vuol ricordare la storia di Alì Babà ed i suoi 40 ladroni nascosti negli otri

che dovevano contenere l’olio.

L’olivo nelle sacre scritture

La Bibbia abbonda di citazioni sull’olivo ed il suo olio: dalla Genesi apprendiamo che la seconda

colomba mandata da Noè dopo il diluvio universale tornò con un ramoscello di olivo nel becco,

segno evidente che l’acqua si era ritirata da una zona olivetata, localizzabile sul monte Ararat,

nella Turchia orientale.Ne parla Mosè nel Deuteronomio e Samuele nel libro primo; citano gli

olivi e gli oliveti i profeti Gioele, Amos, Miscea e Ezechiele. Nel Levitico, Iddio parla a Mosè

ordinandogli di curare i lebbrosi con l’olio di oliva Re Salomone pagò i carpentieri di Tiro che

avevano lavorato al tempio di Gerusalemme con 20 mila misure di olio di oliva.

L’olivo è stato da sempre considerato una pianta sacra; dalla identificazione dell’olio di oliva con lo

‘Spirito di Dio’ nasce l’unzione regale e sacerdotale; infatti la religione cristiana, proprio

riferendosi all’olivo e al suo olio, citati nei Vangeli, estese il dono dell’olio benedetto a tutta la

comunità dei credenti.

L’olio di oliva benedetto serve per il battesimo e per la consacrazione dei sacerdoti, per offrire

l’estrema unzione ai morenti ed infine, con l’olio di oliva si segna la fronte dei soldati di Cristo.

Giorno di pace è quello delle palme; l’olivo benedetto viene scambiato come segno di pace e viene

collocato a capo del letto o vicino al crocifisso. La lampada ad olio, permanentemente accesa

vicino al Tabernacolo, testimonia della presenza del Corpo di Gesù Cristo.

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